In questo difficile momento nel quale il tempo sembra sospeso a causa della chiusura dei musei, dei cinema e dei teatri, vengono a mancare tutti quei momenti di incontro, di stimolo e di riflessione che ci arricchiscono e fanno evolvere.
Dopo mesi questa mancanza è divenuta sempre più imponente ed è da qui che nasce la necessità di ritrovare le dimensioni perdute.
Così ci rivolgiamo alla rete per poter frequentare i nostri luoghi dell’arte, del teatro e della musica. Musei, gallerie e teatri stanno lavorando per trovare il modo di tenerci vicini alla cultura, per tenere vivi quegli stimoli vitali!
Ma è sufficiente?

La pandemia ci ha fatto comprendere il senso dell’assenza, un’assenza che cerchiamo di riempire e non è azzardato un paragone con i ponteggi per il restauro di un edificio: il palazzo infatti diventa improvvisamente assente. Al suo posto una superficie, un telo, che montato per la sicurezza, sottrae alla strada la sua presenza consueta e a Roma, spesso, quella presenza negata è un monumento.

Nasce per questo il progetto #EX_TRA con lo scopo di portare all’aperto, nella città, nelle strade, montata sui ponteggi per il tempo del restauro, un’opera d’arte che ci spinga a fermarci, ad alzare lo sguardo, a lasciarci distrarre per un momento e ammirare il lavoro di un’artista.
Le opere che non si trovano all’interno di una galleria o di un museo, creano una frattura, uno spaesamento che induce alla curiosità, al ridisegno dei percorsi: la città diviene galleria e, come negli esperimenti degli anni passati (“il museo fuori del museo”), #EX_TRA propone la galleria fuori dalla galleria.
Non sarà una fruizione passiva, ognuno reagirà all’immagine che si troverà davanti con le proprie esperienze e il proprio vissuto.

#EX_TRA sarà un dono per Roma.

Il progetto #EX_TRA dedica così questi spazi, più diffusamente presi dalla pubblicità, alla divulgazione creativa, muovendosi dall’arte al design, alla letteratura, con l’intento di creare uno stimolo.

#EX_TRA è la contrazione del termine latino Exempla Trahunt, gli esempi trascinano, e la speranza è quella che il progetto possa essere spunto per un nuovo modo di sostenere l’attività culturale e la comunicazione in generale, attraverso un percorso narrativo alla scoperta di nuovi linguaggi.

 

Progettato e ideato da Gruppo PouchainSilvia Salama Pouchain presidente, Chiara Nicolini curatrice, Claudio Presta direttore del progetto.

La Repubblica 27/01/2021

Alessia Babrow

Artista poliedrica che esplora varie forme d’arte, dalla fotografia alla performance, senza trascurare video art, installazioni e assemblaggi, land art, recycling art, scultura fino alla realizzazione di interventi urbani.
Interessata al concetto di arte come funzione sociale, si interroga sui temi che riguardano l’ambiente, la società e la dignità degli esseri umani.
Ha esposto in Austria, Cina, Grecia, Regno Unito e Russia.
Alessia è autrice, inoltre, dell’immagine sul francobollo del Vaticano di Pasqua 2020.

 

Opera 365 – Passeggiata di Ripetta, 22 – dal 23 dicembre 2020 al 11 febbraio 2021

Opera 365, opera madre del progetto Just Use It iniziato nel 2013 e che sottolinea la necessità di affidarsi e fidarsi dell’intelligenza del cuore.
“Il cuore sa tutto” ha dichiarato Alessia Babrow “sa riconoscere cosa è giusto da cosa è sbagliato e la mente dovrebbe essere al suo servizio e non il contrario”. Questo è il messaggio che l’opera vuole trasmettere, nella speranza che non rimanga circoscritto al periodo natalizio ma che diventi una costante nella vita di ognuno.

 

Shero – Passeggiata di Ripetta, 22 – dal 12 febbraio 2021

“Shero è una rivisitazione del 2021 creata per #EX_TRA, di una delle 3 opere del progetto Now nato nel 2017. Amare è sempre un atto super-eroico, (da qui il nome). Al di là del romanticismo a cui siamo abituati per cultura ad associare questa parola, amare è uno stato dell’essere che si diffonde trasformando tutto intorno a sé; dagli ambienti alle persone alla società. Per indole l’essere umano è un procrastinatore, ma l’amore non è un ideale, un’utopia, è una scelta che va rinnovata ogni giorno, ogni momento. Ora. Proprio questo momento storico ci sta chiedendo di incarnare quell’eroe che esiste in ognuno di noi al fine di manifestare la capacità di trasformare ogni difficoltà in opportunità.
Trovo molto ironico esporre ed usare un’estetica pubblicitaria sfruttando proprio quegli spazi che solitamente vengono usati per veicolarci verso un consumo. L’arte per me è un servizio sociale. Penso che l’artista ha una grande responsabilità in ciò che sceglie di trasmettere attraverso le proprie opere, maggiormente quando si tratta di Arte Pubblica”.
Alessia Babrow

Contatti:
ex_tra@gruppo-pouchain.com