Chiesa di Sant’Agostino

Cliente: Università Pescara - Dipartimento di Scienze, Storia dell’Architettura, Restauro e Rappresentazione
Città: Cascia
Paese: Italia
Provincia: PG

CARATTERIZZAZIONE COMPOSIZIONALE E CONSERVATIVA DEI MATERIALI LAPIDEI NATURALI ED ARTIFICIALI DELLE MURATURE

Lo studio diagnostico affrontato ha previsto l’esecuzione di carotaggi ed il prelievo di alcuni campioni, analizzati in laboratorio mediante osservazione al microscopio di sezioni lucide e sottili, cromatografie ioniche e diffrattometrie dei raggi x.
I risultati ottenuti hanno evidenziato che il calcare rosato (Scaglia Rossa) è definibile come una micrite fossilifera a porosità medio-bassa, il cui colore è dovuto alla presenza diffusa di minuti ossidi di ferro rossastri. Le numerose venature, riempite in parte da calcite spatica ed in parte da minerali argillosi, possono essere responsabili del fenomeno di scagliatura, osservato soprattutto nelle zone più frequentemente in contatto con l’acqua.
Il calcare biancastro è invece definibile come una biomicrite, più ricca di granuli e di dimensioni in media più grandi rispetto al calcare rosato: la porosità è medio- bassa. Le venature sono più sottili e riempite di calcite spatica. Nelle parti più a contatto con la superficie esterna, la pietra tende a formare micro-fratture in cui possono cristallizzare i sali solubili e che possono preludere al distacco ed alla perdita di scagliette superficiali.
Le malte impiegate per l’allettamento e per l’intonaco sono a base di calce ed aggregato sabbioso (sabbie naturali provenienti da bacini idrogeologici con l’affioramento di Scaglia rossa e di un calcare bianco miocenico) di composizione mineralogica quarzoso/calcarea simile, ma di diversa granulometria: più grossolana per l’allettamento, più fine per l’intonaco.
Anche nelle malte sono presenti piccole quantità di sali solubili, soprattutto nitriti e nitrati, che potrebbero derivare da un fenomeno di risalita capillare di acque contenenti i prodotti finali della decomposizione di materiale organico azotato. Sarà opportuno controllare, mediante un monitoraggio periodico, l’eventuale comparsa di efflorescenze a distanza di qualche tempo dall’intervento di consolidamento delle murature per poter contrastare, se necessario, il danno prodotto dalla cristallizzazione dei sali.